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l fenomeno corruttivo affligge, sebbene in misura diversa, Paesi in ogni parte del globo e per questo costituisce una delle tematiche principali al centro del dibattito internazionale. Anche l’Obiettivo 16 dell’Agenda 2030, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

per lo sviluppo sostenibile, richiama alla necessità di “ridurre sensibilmente la corruzione e gli abusi di potere in tutte le sue forme”. La corruzione, infatti, oltre a minare il concetto di Stato di diritto e ad indebolire la fiducia nei confronti delle istituzioni, danneggia la credibilità internazionale, distorce la concorrenza e diminuisce gli investimenti, specialmente quelli stranieri. Secondo la Banca Mondiale, la corruzione è il maggiore ostacolo allo sviluppo sociale ed economico di un Paese. Tale correlazione negativa tra corruzione e crescita era stata evidenziata dal Gruppo di Lavoro Anticorruzione del G20 già nel 2014, con il Documento di High-Level Principles on Corruption and Growth, negoziato anche sotto la direzione della co-presidenza italiana.

Gli effetti negativi della corruzione sul sistema-Paese sono dunque numerosi, trasversali e hanno un impatto potenzialmente distruttivo sul tessuto sociale. La percezione del fenomeno quale minaccia e realtà da prevenire e contrastare è unanime.

Gli indici di misurazione basati sulla percezione del livello di corruzione hanno, nel tempo, mostrato alcuni limiti intrinsechi dovuti a un’analisi soggettiva del fenomeno che può generare risultati distorsivi e parziali. L’esigenza di disporre di nuovi e aggiuntivi sistemi di misurazione della corruzione è diventata elemento essenziale di dibattito nei principali fori multilaterali anticorruzione.

La creazione di nuovi sistemi di misurazione basati su dati reali, oggettivi, identificabili e verificabili ècondicio sine qua non per l’affermazione dello Stato di diritto e del principio di legalità: migliore è la conoscenza del fenomeno corruttivo e la sua misurazione, più alte e centrate saranno le politiche messe in atto dai Paesi per la prevenzione e il contrasto. L’Italia è stato uno dei Paesi pionieri in quest’ambito, avendo sponsorizzato risoluzioni e raccomandazioni finalizzate all’adozione di strumenti multidimensionali basati su dati economici e statistici sulla criminalità e sulla giustizia penale come, ad esempio, i numeri sulle denunce, sui procedimenti penali, sulle condanne e sulle confische.

Centrale, in tal senso, è stata la risoluzione 8/10 sulla Misurazione della Corruzione, adottata dalla UNODC all’Ottava Conferenza degli Stati Parte (CoSP) della UNCAC tenutasi ad Abu Dhabi nel dicembre 2019.  Il Gruppo di Lavoro Anticorruzione del G20, a seguito di una specifica iniziativa italiana, ha citato nel suo Piano d’Azione 2019-2021 l’intenzione del gruppo di approfondire la comprensione e considerare possibili azioni su temi emergenti, come la misurazione della corruzione. Lo stesso ACWG del 2020, sotto la Presidenza dell’Arabia Saudita e la co-presidenza italiana, ha contemplato nell’Agenda un esercizio incentrato sulla misurazione della corruzione che resta priorità delle proposte anticorruzione multilaterali italiane anche per la sua Presidenza G20 del 2021.

Il Questionario sulla Misurazione della Corruzione, negoziato nel formato con i Paesi G20, è stato inviato a ciascuna delegazione per una compilazione su base volontaria. Il questionario, tramite una serie di domande specifiche, è volto alla raccolta di informazioni sulle pratiche e gli approcci esistenti utilizzati nei Paesi del G20 per misurare la corruzione. I Paesi del G20 hanno risposto con entusiasmo ed è ora in fase di redazione un Compendio di buone prassi sulla Misurazione della Corruzione con la speranza che possa lead by example verso un sistema di prevenzione e di contrasto alla corruzione che riconosca il ruolo essenziale della misurazione e della valutazione del fenomeno corruttivo.