La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

I TWEET

Nel 2020, il Fondo nazionale di ricerca svizzero (FNS) ha finanziato 3300 nuovi progetti per un ammontare di 937 milioni di franchi. In totale alla fine dell'anno scorso il FNS sosteneva oltre 6000 programmi di ricerca che coinvolgevano quasi 20'000 ricercatori. Oltre il 70% del suo budget è

destinato ai salari dei giovani scienziati. Per i nuovi progetti approvati, il 37% dei finanziamenti è stato destinato alle discipline di biologia e medicina, il 33% alle scienze umane e sociali e il 30% e matematica, scienze naturali e ingegneria, precisa oggi il FNS in un comunicato. Sono inoltre stati aiutati con 30 milioni di franchi 73 progetti sul Covid-19. L'anno scorso, il FNS ha investito 241 milioni di franchi per il sostegno delle carriere, 167 milioni nei programmi, 84 milioni nelle infrastrutture e 12 milioni nella comunicazione scientifica. Circa 566 milioni di franchi sono stati concessi alle università e 212 milioni alle istituzioni del settore dei Politecnici federali.

L'importo per le Scuole universitarie professionali (SUP) è rimasto basso: 35 milioni per 127 nuovi progetti. La maggior parte dei sussidi, 433 milioni, è andata allo strumento "incoraggiamento di progetti". Ma per questo scopo nel 2020 c'erano meno soldi a disposizione rispetto agli anni precedenti, poiché un alto numero di progetti pluriennali era già stato approvato in precedenza per il periodo 2017-2020. Il 38% dei circa 20'000 scienziati sostenuti sono donne, ma nelle posizioni dirigenziali la proporzione è più bassa. Il FNS vuole cambiare questa situazione "nel quadro della nostra priorità strategica di promuovere la diversità nella ricerca", dice la direttrice del Segretariato del FNS, Angelika Kalt, citata nel comunicato.   (ICE BERNA – SWISSINFO)