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Rafforzare la piena attuazione dell’Accordo di Parigi e accelerare il raggiungimento dei suoi obiettivi, compreso il potenziamento degli sforzi per limitare l’aumento della temperatura al di sopra di 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, sarà fondamentale per prevenire i

peggiori impatti dei cambiamenti climatici.

Tuttavia, in base alle attuali politiche, il mondo è lontano dal raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Per questo motivo, è essenziale porre in essere un’azione a breve termine che consenta di invertire l’allarmante tendenza al rialzo delle emissioni globali.

I pacchetti di stimolo economico e i piani di ripresa che i governi stanno ora mettendo in atto hanno il potenziale per creare una ripresa che sia sostenibile, inclusiva e giusta. Ciò consentirebbe di fare passi in avanti sul fronte degli obiettivi climatici, come la transizione verso zero emissioni, raggiungendo un equilibrio tra emissioni antropiche e la loro rimozione, fornendo anche l’unico tipo di crescita che rimarrà significativo in futuro: quello sostenibile.

Una ripresa sostenibile, inclusiva e giusta migliorerà in modo significativo la resilienza delle economie e delle società, e dei nostri cittadini, di fronte all’accelerazione delle sfide climatiche. I Paesi del G20 hanno la responsabilità di aprire la strada ad una ripresa economica mondiale che possa assicurare al contempo un allineamento agli obiettivi climatici di breve e lungo termine, anche attraverso il riallineamento dei flussi finanziari volti ad accelerate la transizione verso zero emissioni, e la promozione di una solidarietà globale che non lasci indietro nessuno. Infatti, una cooperazione rafforzata a livello internazionale tra i Paesi del G20 svolgerà un ruolo chiave per garantire una ripresa sostenibile globale, la cui efficacia sul campo dipenderà anche dalle sinergie che saranno costruite tra i vari stakeholder rilevanti, inclusi gli attori di livello subnazionale, le imprese, le istituzioni finanziarie e la società civile.

Se non adeguatamente orientate, le misure di ripresa possono perdersi nel perpetuare un approccio “business as usual”, ridurre la resilienza economica e sociale globale e spostare ulteriormente in avanti nel tempo il raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Occorre mobilitare con urgenza investimenti – sia da parte del settore privato che di quello pubblico, anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato ​​(PPP) – destinati in primis a favorire la diffusione di tecnologie energetiche pulite che siano competitive in termini di costi. Per raggiungere l’obiettivo della neutralità carbonica a livello globale entro il 2050, il mondo deve ridurre la quantità di CO2 di quasi il 40% rispetto ai livelli pre-pandemia entro il 2030. Ciò richiede un’azione rapida nel settore energetico che preveda un miglioramento della mobilità sostenibile, il rinnovamento di un gran numero di edifici e la commercializzazione entro il decennio delle nuove tecnologie rinnovabili. Inoltre, gli investimenti devono essere anche orientati allo sviluppo e al potenziamento di nuovi modelli di business, come la circolarità all’interno del settore energetico, che possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

Non partiamo da zero: la diminuzione dei costi, derivante dal miglioramento della tecnologia e dall’adeguamento dei meccanismi di approvvigionamento alle mutevoli condizioni di mercato, si è dimostrata un efficace catalizzatore per aumentare gli investimenti e costruire capacità pulita aggiuntiva.

Oltre alla diffusione delle tecnologie energetiche pulite disponibili, i finanziamenti per l’innovazione energetica e le attività di R&D sono essenziali per il raggiungimento degli obiettivi climatici. Un significativo contributo alla riduzione delle emissioni, infatti, deve provenire da tecnologie che non hanno ancora raggiunto la maturità necessaria per essere utilizzate su scala, tra cui l’eolico innovativo offshore, l’energia oceanica – ad es. onde, maree, gradienti di salinità e tecnologie di conversione dell’energia termica oceanica – e la produzione di idrogeno a basse e zero emissioni di carbonio. Allo stesso modo, il settore dei rifiuti offre opportunità per mitigare le emissioni grazie alla produzione di biocarburanti (come il biometano) utilizzando le tecnologie waste-to-fuel e promuovendo la circolarità.

Sebbene le ampie opportunità promesse da queste nuove tecnologie siano chiare, è necessario affrontarne e superarne anche gli ostacoli. Tra questi rientrano le sfide tecniche specifiche e i costi ancora troppo elevati. Lo scale-up e la diffusione delle tecnologie sarà fondamentale per sfruttare appieno il loro potenziale e consentire loro di svolgere un ruolo cruciale, tenendo presente che entro il 2050 la produzione di energia triplicherà rispetto ai livelli odierni e che le rinnovabili dovrebbero fornire il 90% dell’elettricità totale rispetto al 25% del 2018.

In questo secondo incontro del CSWG-ETWG la membership del G20 ha discusso della necessità di rendere la ripresa globale sostenibile, inclusiva e giusta facendo leva anche sulle opportunità offerte dalle tecnologie innovative per raggiungere i comuni obiettivi climatici e di sviluppo sostenibile.

Nelle prossime settimane la Presidenza italiana continuerà a coinvolgere la membership su questi temi cruciali attraverso l’organizzazione di una serie di eventi focalizzati sulla ripresa sostenibile e sulle innovazioni tecnologiche pulite per la transizione energetica.