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La pandemia da COVID-19 potrebbe essere solo il primo esempio di future pandemie catastrofiche, a meno che non vengano realizzati urgentemente nuovi investimenti e riforme per rafforzare le capacità globali e nazionali nel settore

della preparedness e della risposta rapida alle crisi.

Questi sono alcuni dei messaggi chiave contenuti nel rapporto ‘A Global Deal for Our Pandemic Age’,presentato dal Panel Indipendente di alto livello per il finanziamento di beni comuni globali per la preparazione e la risposta alle crisi pandemiche (High Level Independent Panel – HLIP on financing the global commons for pandemic preparedness and response –) alla terza riunione dei Ministri delle Finanze e dei Governatori delle Banche Centrali del G20 a Venezia il 9 luglio. Il Panel invita il G20 e la comunità internazionale ad agire rapidamente per colmare le attuali carenze nella risposta internazionale alla pandemia. Non si può aspettare che la crisi sia finita, continua il rapporto, per attuare gli investimenti e le riforme necessarie su scala globale per evitare future pandemie, che rischiano di essere sempre più frequenti e pericolose.

Il gruppo di esperti chiede un aumento dei finanziamenti pubblici internazionali di almeno 75 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni (pari a 15 miliardi di dollari l’anno) per colmare le principali lacune nella prevenzione e preparazione alle pandemie, raddoppiando almeno i livelli di spesa attuali. Le quattro urgenti lacune identificate dal gruppo di esperti sono la sorveglianza delle malattie infettive, la capacità di resilienza dei sistemi sanitari nazionali, la capacità globale di produrre e distribuire vaccini e altre contromisure mediche, e la governance globale. I futuri rischi possono essere sensibilmente ridotti se si affrontano e risolvono queste lacune.

Gli investimenti necessari sono maggiori di quelli che la comunità internazionale è stata disposta a realizzare in passato, ma, evidenzia il rapporto, trascurabili rispetto ai costi di un’altra grande pandemia: i costi che le pandemie comportano per i soli bilanci pubblici sono fino a 700 volte superiori agli investimenti aggiuntivi annuali internazionali proposti dal Panel.

I 15 miliardi di dollari in più all’anno di finanziamenti internazionali in beni pubblici globali per la prevenzione e la preparazione includono la proposta di creare un nuovo fondo dotato di 10 miliardi di dollari l’anno per le minacce globali alla salute e includono, d’altra parte, 5 miliardi di dollari all’anno per aumentare il finanziamento delle istituzioni internazionali. Vengono proposti previsti il rafforzamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la creazione di opportunità di finanziamento concessionale dedicate alla preparazione alla pandemia nell’International Development Association (IDA) del Gruppo Banca Mondiale e nelle Banche Multilaterali di Sviluppo (BMS).

Il Panel chiede anche la creazione di un nuovo Consiglio per le minacce sanitarie globali, che riunisca i Ministri delle Finanze e della Salute e le organizzazioni internazionali per fornire una supervisione sistematica dei finanziamenti e garantire risorse e coordinamento tempestivi ed efficaci degli sforzi internazionali per mitigare le minacce pandemiche.

Il Panel ha inoltre sottolineato l’imperativo per tutte le nazioni di dare priorità e sostenere gli investimenti nazionali nella preparazione alle pandemie nel corso del tempo. Ritiene che i Paesi a basso-medio reddito dovrebbero incrementare la spesa pubblica per la sanità di circa l’1% del PIL nei prossimi cinque anni, un impegno integrato con un maggiore supporto da parte di partner finanziari multilaterali e bilaterali.

Il G20 esaminerà il rapporto e le raccomandazioni del Panel in vista della riunione congiunta dei Ministri delle Finanze e della Salute di ottobre.