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In forte aumento il costo di energia elettrica e gas naturale nel III trimestre 2021 rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, per effetto di un incremento dei costi della materia prima legato ad un miglioramento delle prospettive economiche della domanda. A questo

si aggiunge la sostenuta crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2 (oltre 50 euro/t nel mese di giugno a seguito delle attese di un possibile rafforzamento delle politiche di contenimento dei gas serra). Con riferimento all’energia elettrica, l'Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha ridimensionato gli oneri generali, al fine di scongiurare un aumento ancora più pronunciato della bolletta, rinviando ad un momento futuro il previsto incremento degli oneri generali di sistema.

Dal monitoraggio periodico dei costi dei servizi pubblici locali sostenuti dalle imprese operato da Unioncamere e BMTI con il supporto di REF Ricerche, emerge che nel terzo trimestre 2021 la spesa per energia elettrica e gas naturale, riferita ad alcuni profili tipo in regime di tutela rappresentativi delle esigenze produttive e di consumo delle PMI italiane (ad esempio negozio di ortofrutta, bar, parrucchiere), registrerà un aumento del 23% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno per l’energia elettrica e del 39% per il gas naturale.

La spesa unitaria media si assesterà dunque sui 268 euro al MWh per l’energia elettrica e 0,79 euro al mc per il gas naturale. Nello specifico, tra i differenti profili tipo di impresa analizzati, per quanto riguarda l’energia elettrica gli aumenti oscillano tra il 13% per l’ortofrutta e il 29% per il bar.

Per la spesa di gas naturale gli aumenti vanno dal 38% per l’ortofrutta al 39% per il parrucchiere. La produzione di energia è in crescita rispetto a un anno fa (+2,8% rispetto al gennaio-maggio 2020): cresce l’idroelettrico (+2,2%) e l’eolico (+11,5%), in calo il fotovoltaico (-3,0%).