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Gli eurodeputati hanno dato il loro via libera alla riforma della Carta blu dell'UE. L’obiettivo di questa iniziativa, è quello facilitare l'impiego di lavoratori altamente qualificati provenienti da paesi terzi. Il Parlamento ha approvato questa proposta, durante la sessione plenaria di settembre.

Nel maggio del 2021, i negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno concordato una revisione della direttiva del 2009 sulla carta blu, per semplificare l'assunzione di persone provenienti dall'esterno dell'UE ai datori di lavoro. Inizialmente presentata dalla Commissione europea nel 2016, a livello europeo la riforma rappresenta l'unico cambiamento legislativo degli ultimi anni nel settore della migrazione legale.

La riforma interviene sulle condizioni di ingresso e residenza, contemplando criteri più flessibili quali l’abbassamento della soglia di salario minimo, necessaria ai candidati per l’ottenimento della carta blu. La proposta estende inoltre i diritti dei beneficiari, conferendo loro sia una maggiore mobilità all'interno dell’UE, che procedure di ricongiungimento familiare più rapide.

Con una popolazione in età lavorativa destinata a scendere dai 333 milioni nel 2016 ai 292 milioni entro il 2070, le implicazioni in termini di forza lavoro si annunciano significative.

L'approvazione della proposta, consente ai lavoratori interessati di fare domanda per la carta blu presentando un contratto di lavoro di almeno sei mesi, invece dei 12 attualmente richiesti.

Al tempo stesso la soglia salariale necessaria per i richiedenti, è stata ridotta da 1 a 1,6 volte rispetto al salario medio annuo lordo del paese di impiego.

Un ulteriore cambiamento è costituito dall’introduzione del diritto per i rifugiati e i richiedenti asilo nell'UE, di presentare domanda per la carta blu non solo nel paese in cui hanno ricevuto protezione, ma anche in altri Stati membri.

Attraverso l'abbassamento dei criteri di ammissione e con il rafforzamento dei diritti per i titolari di carte blu e delle loro famiglie, il Parlamento punta ad aumentare l'attrattività della carta blu UE.

Tuttavia, in caso di comprovata minaccia alla sicurezza pubblica, i paesi dell'UE avranno la possibilità di rifiutare le nuove richieste di carta blu, ritirare quelle esistenti o negarne il rinnovo.  Infine, prima di emettere una nuova carta blu, gli Stati membri dovranno tenere conto delle condizioni del mercato nazionale del lavoro, quali ad esempio l'elevato tasso di disoccupazione.

La Carta blu conferisce ai lavoratori altamente qualificati provenienti da paesi terzi, il diritto di vivere e lavorare in qualsiasi paese dell'UE, ad eccezione di Danimarca e Irlanda.