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Nel corso della Prima Fase del collocamento, dedicata agli investitori retail, le contrattazioni, sia per numero di contratti che per controvalore, hanno registrato una domanda più sostenuta nel primo giorno rispetto al secondo e, ancor più, rispetto al terzo. La Seconda Fase, dedicata agli

investitori istituzionali, che si è svolta nell’arco di 2 ore durante il quarto giorno del collocamento, ha visto un controvalore complessivo domandato interamente accolto, pari a 2.179,498 milioni di euro.

Con riferimento alla Prima Fase, dei 211.432 contratti conclusi sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) attraverso Intesa Sanpaolo S.p.A. e Unicredit S.p.A.– Dealer dell’operazione – poco più del 60 per cento è stato di importo inferiore ai 20.000 euro, mentre se si considerano i contratti fino a 50.000 euro, si arriva a circa l’88 per cento del totale relativo a questa fase.

Sebbene le modalità di emissione non consentano di avere dati puntuali sulle caratteristiche degli investitori, dalle informazioni raccolte dai Dealer e Co-Dealer, si può desumere che nel corso della Prima Fase la partecipazione di investitori individuali è stata particolarmente rilevante rispetto a quella del private banking (con una quota di rispettivamente 67 per cento e 33 per cento).

All’interno della quota sottoscritta da investitori individuali, si stima che il 58 per cento abbia inoltrato l’ordine attraverso le filiali delle reti bancarie (sia recandosi fisicamente in filiale sia inoltrando l’ordine a distanza) o gli uffici postali, mentre la quota di partecipazione attraverso l'home banking è stata pari al 42 per cento, la più elevata mai registrata nelle emissioni del BTP Italia. Per quanto riguarda la ripartizione geografica, la quasi totalità degli ordini ricevuti durante la Prima Fase risulta provenire da investitori domestici.

Con riferimento alla Seconda Fase di collocamento, le informazioni raccolte dai Dealer eCo-Dealer permettono di ottenere delle statistiche quasi totalmente rappresentative dell’ammontare complessivamente allocato.

In particolare, il 57 per cento dell’ammontare emesso è stato collocato presso le banche ed il 40,7 per cento presso asset manager. Una quota pari allo 0,8 per cento è stata assegnata a istituzioni non finanziarie, lo 0,8 per cento dell’emissione è stato sottoscritto da fondazioni, mentre una quota pari allo 0,7 per cento è stata allocata ad assicurazioni.

Il collocamento del titolo nella Seconda Fase ha visto una presenza predominante di investitori domestici, che ne hanno sottoscritto l’83,5 per cento, mentre il restante 16,5 per cento dell’emissione è stato sottoscritto da investitori europei. Tra questi, le quote più rilevanti sono state collocate in Francia (6,3 per cento), nel Regno Unito (6,1 per cento) e in Germania (2,4 per cento).