La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

I TWEET

Il mercato dei pieghevoli @SamsungBizIT B2B è cresciuto nell’ultimo anno del 105% https://t.co/aBCWlJnhZf’ultimo-a… https://t.co/jBf8T0Ff4R
#SavetheChildren, Forum Disuguaglianze e Diversità, Yolk: nasce l’alleanza contro la povertà educativa femminile… https://t.co/o7uMRjVQzE
Tutto quello che c'è da sapere sul mercato ungherese, rapporti bilaterali commerciali con l'Italia, investimenti, s… https://t.co/XbO4M9UvwU
Gestione familiare e innovazione, mix vincente per le aziende italiane #BonfiglioliConsulting https://t.co/ttWPT2vRr9 via @TribunaEconomic

Prima dello scoppio del conflitto in Ucraina, che ha modificato sensibilmente il quadro economico generale, la Sicilia infatti ha sperimentato una fase di forte ripresa congiunturale; vi hanno inciso le migliori condizioni epidemiologiche e l'allentamento delle misure di restrizione.

Secondo le stime basate sull'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) della Banca d'Italia, dopo la forte contrazione dell'anno precedente, nel 2021 il prodotto regionale sarebbe aumentato del 5,7 per cento, con una crescita meno intensa rispetto a quella del Paese. Nel complesso la ripresa non avrebbe ancora consentito di recuperare la perdita di attività connessa con la pandemia: il livello del prodotto stimato per il 2021 risulterebbe infatti di circa tre punti percentuali inferiore rispetto al 2019.

Le imprese.      Nel 2021 la crescita dell'attività produttiva ha interessato tutti i principali settori ed è stata più intensa nell'industria e nelle costruzioni, comparti nei quali - secondo le stime disponibili - il valore aggiunto ha più che recuperato il brusco calo dell'anno della pandemia. Le esportazioni di merci sono aumentate a tassi sostenuti, con riferimento sia ai prodotti petroliferi sia alle altre principali specializzazioni regionali.

Nell'industria e nei servizi privati non finanziari, la quota di imprese con fatturato in aumento è stata ampiamente superiore alla percentuale di quelle con fatturato in riduzione. A partire dalla seconda metà dell'anno, l'attività ha risentito dell'incremento dei prezzi energetici e delle difficoltà di approvvigionamento degli input produttivi; queste difficoltà, che si sono riflesse prevalentemente nell'aumento dei prezzi di vendita e nella compressione dei margini di profitto, si sono acuite dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina e potrebbero avere sul settore produttivo regionale un impatto superiore rispetto alla media italiana, in virtù della maggiore esposizione verso i settori ad alta intensità energetica.

Sotto il profilo finanziario, dopo la forte crescita del 2020 e dei primi mesi del 2021, i prestiti bancari alle imprese hanno progressivamente rallentato, a seguito di una minore domanda di finanziamenti, in presenza di limitate esigenze di investimento e ampia liquidità, e della ripresa dei flussi di rimborso dei crediti per i quali il periodo di sospensione dei pagamenti è terminato. Il ricorso alle garanzie pubbliche sui nuovi finanziamenti ha continuato ad aumentare, seppure in misura meno pronunciata rispetto al 2020.

Il mercato del lavoro.       La ripresa economica si è tradotta in un incremento dell'occupazione e in una riduzione del ricorso agli strumenti di integrazione salariale, in particolare nel settore delle costruzioni. Nel 2021 le nuove assunzioni nel settore privato, al netto delle cessazioni, sono tornate positive per i contratti a tempo determinato e si è rafforzata la crescita per quelle a tempo indeterminato. Come nel resto del Paese, nel corso del 2021 in seguito alla rimozione dei limiti normativi i licenziamenti sono lievemente risaliti, ma si sono mantenuti su livelli inferiori a quanto osservato nel 2019.

Nel 2021 la partecipazione al mercato del lavoro è cresciuta; non vi si è però associata una riduzione dell'ampio divario di genere che contraddistingue la regione e che la crisi pandemica aveva acuito. Nel medio periodo, le dinamiche regionali delle forze di lavoro risentono di quelle demografiche che, come nel resto del Paese, si caratterizzano per un progressivo invecchiamento della popolazione e in regione sono maggiormente condizionate dagli intensi flussi migratori verso altre aree.

Le famiglie.      Il reddito delle famiglie siciliane nel 2021 è tornato a crescere, beneficiando dei miglioramenti del mercato del lavoro e degli interventi di sostegno attivati per contrastare gli effetti della crisi pandemica. I consumi, anch'essi in ripresa dopo il forte calo del 2020, potrebbero risentire degli aumenti dei prezzi di beni e servizi e del calo di fiducia determinato dalla guerra in Ucraina. I rincari potrebbero avere ripercussioni più consistenti in Sicilia anche per la maggiore presenza di nuclei familiari in condizioni di povertà energetica rispetto al resto del Paese.

I prestiti alle famiglie siciliane sono tornati ad aumentare, sostenuti sia dalla maggiore domanda di credito sia da condizioni di offerta distese. Alla dinamica hanno contribuito più che in passato le erogazioni dei mutui per l'acquisto delle abitazioni che, dopo un biennio di contrazione, sono aumentate in misura marcata; la clientela più giovane ha potuto beneficiare del potenziamento della garanzia pubblica per l'accesso alla prima casa. Il credito al consumo ha accelerato, tuttavia la crescita è stata inferiore rispetto al periodo precedente la pandemia.

Il mercato del credito.       Nel 2021 il ricorso da parte della clientela ai servizi bancari a distanza, già in forte crescita nel 2020 in seguito all'adozione delle misure di contenimento dei contagi da Covid-19, si è mantenuto elevato. Nel contempo si è ulteriormente ridotto il numero degli sportelli bancari, rafforzando il processo di razionalizzazione in atto da oltre un decennio.

Il tasso di deterioramento dei prestiti al settore privato non finanziario è cresciuto, soprattutto per le imprese; l'indicatore rimane comunque su livelli contenuti nel confronto storico. La consistenza dei crediti deteriorati e la loro quota sul totale dei finanziamenti sono diminuite, soprattutto a seguito delle operazioni di stralcio e cessione delle posizioni in sofferenza. Dopo l'aumento dell'anno precedente, nel 2021 si è lievemente ridotta la percentuale dei finanziamenti che, pur essendo in bonis, hanno manifestato un incremento del rischio di credito; l'indicatore è più elevato per le imprese con moratorie in essere alla fine dell'anno. L'impatto della guerra sulla congiuntura economica e sui prezzi dei beni energetici potrebbe in prospettiva riflettersi in un peggioramento della qualità dei prestiti alle imprese, soprattutto per quelle con elevati consumi energetici.

Il risparmio finanziario delle famiglie e delle imprese siciliane ha continuato a crescere nel 2021. I depositi bancari, dopo la significativa espansione dell'anno precedente, hanno rallentato; il tasso di variazione è stato analogo a quello del periodo pre-pandemico. I titoli a custodia sono tornati ad aumentare a ritmi sostenuti, dopo la sostanziale stazionarietà dell'anno precedente.

La finanza pubblica decentrata.      Nel 2021 la spesa degli enti territoriali è cresciuta, sospinta dal forte incremento della componente in conto capitale; la spesa corrente si è invece ridotta, nonostante sia proseguito l'aumento dei trasferimenti alle famiglie e alle imprese per gli interventi finalizzati a mitigare gli effetti della crisi sanitaria. In prospettiva la spesa per investimenti potrà intensificarsi grazie alle risorse messe a disposizione nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR); le prime assegnazioni in Sicilia hanno riguardato soprattutto gli ambiti dell'inclusione sociale, del trasporto pubblico e della sanità i cui benefici sul territorio dipenderanno dalla capacità di ridurre i tempi di durata delle gare di appalto e dalla velocità di esecuzione della spesa, che in Sicilia è inferiore nel confronto territoriale.

Le entrate degli enti della regione, seppure in calo rispetto al 2020, sono rimaste su livelli superiori al periodo pre-pandemico, beneficiando dei trasferimenti attivati a fronte dell'emergenza sanitaria. Permangono le criticità negli equilibri di bilancio, che risentono, oltre che della limitata base imponibile, anche della bassa capacità di riscossione delle Amministrazioni siciliane.