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In Germania molte persone sono costrette a tirare la cinghia per il drastico aumento dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari causato dal conflitto-russo ucraino, ma il settore dei beni di lusso e´ solido e cresce anche in mezzo alla crisi. Gerd Müller-Thomkins dell´Istituto Tedesco di Moda (DMI)

parla di un fenomeno di “estrema polarizzazione” nel settore della moda, per cui i prodotti di lusso da un lato e la moda a basso prezzo dall´altro vengono percepiti dai consumatori come i migliori, mentre quelli che si collocano nella fascia intermedia rimangono nell´ombra.

I negozi con clientela di fascia alta stanno riscontrando maggiore successo rispetto ai loro concorrenti, indicatore del fatto che tra i redditi più alti non si bada a spese a differenza delle fasce medio-basse, piu´ riluttanti a spendere.

I grandi gruppi di lusso come LVMH (Louis Vuitton Moet Hennessy), Kering  (Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga), Hermes o Prada nella prima meta´ dell´anno hanno registrato profitti e vendite considerevoli, in particolar modo in Europa e negli Stati Uniti. Rispetto allo scorso anno il primo ha visto crescere il proprio volume d’affari da 28 al 37 miliardi di euro e l´utile operativo di oltre 10 miliardi di euro.

La pandemia ha inflitto il colpo peggiore della storia al settore de lusso, ma e´ stato di breve durata in quanto il 2021 ha superato i livelli pre-Covid con 288 miliardi di euro, mostrando come questo sia in grado di recuperare velocemente in seguito a una crisi. Si prevede per quest’anno che il fatturato possa raggiungere i 320-330 miliardi di euro. (ICE BERLINO)