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Secondo una nuova relazione della Corte dei conti europea, vi sono grandi differenze nella misura in cui la Commissione europea ha incorporato le priorità strategiche generali dell’UE (cambiamenti climatici, preservazione della biodiversità, parità di genere, sviluppo sostenibile e transizione

digitale) nei vari programmi di spesa dell’UE. La Corte ha concluso che quella relativa alla parità di genere è la priorità meno bene integrata nel bilancio dell’UE. In aggiunta, vi sono notevoli differenze nel modo in cui la Commissione misura il contributo del bilancio dell’UE alle cinque più importanti politiche trasversali e riferisce in merito.

La Commissione dovrebbe incorporare meglio nel proprio quadro di performance le priorità strategiche generali dell’UE, in particolare per quel che riguarda parità di genere, transizione digitale e obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), tenendo conto al contempo dei costi e della fattibilità del proprio approccio”, ha affermato François-Roger Cazala, il Membro della Corte responsabile della relazione. “Dovrebbe inoltre migliorare la rendicontazione sulle priorità strategiche trasversali, per dimostrare che usa al meglio ogni euro speso, nonché evidenziare meglio la spesa che contribuisce allo stesso tempo a diverse priorità strategiche orizzontali”.

La Commissione ha riferito che le principali priorità strategiche generali dell’UE sono state pienamente incorporate nei programmi di bilancio dell’Unione; la Corte ha tuttavia riscontrato significative differenze tra clima e biodiversità, da un lato, e parità di genere, dall’altro. Sebbene le cinque priorità orizzontali siano state integrate in misura differente nei programmi di spesa dell’UE, come quelli su ricerca, agricoltura e sviluppo regionale, la Corte ha constatato che la Commissione era giunta a conclusioni oltremodo positive sui passi in avanti compiuti verso il conseguimento dei valori-obiettivo in materia di integrazione. Le priorità relative a clima e biodiversità sono state per lo più integrate in modo adeguato; gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite e la transizione digitale sono stati parzialmente incorporati. La parità di genere, dall’altro lato, è stata incorporata in misura molto minore.

Per il clima e la biodiversità, la Commissione ha sviluppato metodi per monitorare la spesa in molteplici programmi, al fine di individuare e comunicare gli importi che spende in proposito; dispone inoltre di un quadro per misurare il contributo fornito dal bilancio dell’UE. Tuttavia, la rendicontazione da essa operata non è accurata. Ciò è ascrivibile all’uso di approssimazioni ed a debolezze concernenti la sovrastima della spesa, precedentemente rilevate dalla Corte. La Commissione comunica in misura limitata qual è il contributo fornito dai programmi di spesa dell’UE al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e della transizione digitale; i meccanismi di misurazione del contributo di detti programmi al conseguimento della parità di genere è invece migliorato, ma continua a presentare limiti.

La Commissione monitora la spesa che contribuisce al conseguimento degli obiettivi relativi a clima e biodiversità e sta iniziando a farlo anche per quanto riguarda la parità di genere. Tuttavia, fornisce scarse informazioni circa la possibilità che la spesa dell’UE contribuisca a più priorità contemporaneamente. Inoltre, non misura gli effetti della spesa dell’UE in termini dell’effettivo impatto di quest’ultima sulle priorità orizzontali, nonostante stia lavorando ad un progetto pilota correlato che misuri detti effetti.