La presente informativa è resa, anche ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (“Codice Privacy”) 
e degli artt. 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679 (“GDPR”), a coloro che si collegano alla presente edizione online del giornale Tribuna Economica di proprietà di AFC Editore Soc. Coop. 

Leggi di più

I TWEET

 

Ad ottobre 2022, i prestiti a imprese e famiglie sono aumentati del 3,4% rispetto a un anno fa (4,3% a settembre). Tale evidenza emerge dalle stime basate sui dati pubblicati dalla Banca d’Italia, relativi ai finanziamenti a imprese e famiglie (calcolati includendo i prestiti cartolarizzati e al netto

delle variazioni delle consistenze non connesse con transazioni, ad esempio, variazioni dovute a fluttuazioni del cambio, ad aggiustamenti di valore o a riclassificazioni).

A settembre 2022, per i prestiti alle imprese si registra un aumento del 4,4% su base annua. L’aumento è del 4,2% per i prestiti alle famiglie.

Ad ottobre 2022, nonostante i rialzi dei tassi BCE, i tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento permangono bassi e registrano le seguenti dinamiche:  il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,78% (2,47% nel mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007);  il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è pari al 2,55% (2,00% il mese precedente; 5,48% a fine 2007);  il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è il 2,73% (2,26% il mese precedente, 5,72% a fine 2007).

Le sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) a settembre 2022 sono 16,2 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto al mese precedente, ma in aumento di circa 0,8 miliardi rispetto a settembre 2021, anche se in calo di 72,6 rispetto al livello massimo delle sofferenze nette, raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi).

Il valore del rapporto sofferenze nette su impieghi totali è lo 0,92% a settembre 2022 rispetto allo 0,89% di settembre 2021 (4,89% a novembre 2015).

In Italia, ad ottobre 2022, la dinamica della raccolta diretta complessiva (depositi da clientela residente e obbligazioni) risulta in calo del -0,2% su base annua. I depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono lievemente aumentati, nello stesso mese, di 1,5 miliardi di euro rispetto a un anno prima (variazione pari a +0,1% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, è scesa, negli ultimi 12 mesi, di circa 8,3 miliardi di euro in valore assoluto, pari a -2,9%.

Ad ottobre 2022, il tasso di interesse medio sul totale della raccolta bancaria da clientela (somma di depositi, obbligazioni e pronti contro termine in euro a famiglie e società non finanziarie) è in Italia lo 0,52%, (0,49% nel mese precedente) ad effetto:  del tasso praticato sui depositi (conti correnti, depositi a risparmio e certificati di deposito), 0,37% (0,34% nel mese precedente);  del tasso sui PCT, che si colloca all’1,39% (1,28% il mese precedente);  del rendimento delle obbligazioni in essere, 1,96% (1,91% nel mese precedente ).

Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie, ad ottobre 2022, in Italia risulta pari a 226 punti base (198 nel mese precedente), inferiore rispetto gli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).