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Nella prima parte del 2022 la ripresa post-Covid è proseguita, nonostante l'aggravarsi del quadro geopolitico e lo shock energetico. Le stime basate sull'indicatore trimestrale dell'economia regionale (ITER) della Banca d'Italia, dopo una crescita del 7,5 per cento nel 2021,

segnalano un incremento del prodotto del 5,9 per cento nel primo semestre di quest'anno, leggermente superiore alla media italiana ma in rallentamento. La crescita acquisita per il 2022 sarebbe pari al 3,5 per cento. L'indicatore coincidente Regiocoin-Lombardia della Banca d'Italia conferma un indebolimento delle componenti di fondo dell'economia a partire dal secondo trimestre del 2022. Il peggioramento del clima di fiducia di imprese e famiglie prefigura un deterioramento della congiuntura nell'ultima parte dell'anno.

L'inflazione, riaccesasi nel corso del 2021, ha ulteriormente accelerato nel 2022: l'incremento dell'indice dei prezzi per l'intera collettività lombarda è passato dal 4,1 per cento nel mese di gennaio (rispetto allo stesso mese del 2021) all'8,4 per cento in settembre. La componente che a settembre ha registrato l'aumento più elevato è stata quella relativa all'abitazione e alle utenze domestiche (energia, acqua), seguita dai servizi ricettivi e di ristorazione, dai trasporti e dai prodotti alimentari. I prezzi di questi ultimi sono cresciuti del 10,2 per cento, risentendo degli aumenti dei costi lungo la filiera produttiva (per energia e materie prime) e delle difficoltà nella produzione agricola causate dalla siccità.

Nell'industria, la produzione manifatturiera ha continuato a crescere nel corso dell'anno. Secondo il sondaggio della Banca d'Italia, svolto tra settembre e ottobre, nei primi nove mesi dell'anno il fatturato è aumentato per una larga maggioranza delle imprese; l'espansione proseguirebbe anche nei successivi sei mesi, seppure per una quota inferiore di aziende. L'incremento dei costi energetici, il perdurare delle difficoltà di approvvigionamento di materie prime e prodotti intermedi e il loro rincaro hanno ostacolato l'attività industriale e contribuito all'aumento dei prezzi alla produzione. Dopo il forte recupero nel 2021, le esportazioni stimate a prezzi costanti sono cresciute a ritmi sostenuti. Per quanto riguarda gli investimenti, il sondaggio della Banca d'Italia conferma per l'anno in corso la moderata crescita della spesa programmata a inizio anno; per il 2023 le intenzioni di investimento indicano una sostanziale stabilità rispetto al 2022. Nelle costruzioni la fase espansiva è proseguita. Secondo il sondaggio, la produzione è aumentata nei primi tre trimestri del 2022 e per il 2023 le imprese edili si attendono che la crescita continui. Nei servizi privati non finanziari, il fatturato è aumentato in tutti i comparti, in particolare in quello dell'alloggio e ristorazione, che aveva risentito maggiormente delle misure di contenimento della pandemia. In prospettiva, il sondaggio della Banca d'Italia rileva per le imprese del terziario una prevalenza delle attese di crescita del fatturato su quelle di diminuzione anche per l'ultimo trimestre dell'anno e per i primi mesi del 2023.

La ripresa produttiva ha consentito alle aziende lombarde di limitare gli effetti dello shock energetico sui risultati di bilancio, tornati prossimi a quelli del periodo pre-pandemico. Nel corso del 2022 si è rafforzata la crescita dei prestiti bancari alle imprese, anche per effetto del maggiore fabbisogno di capitale circolante connesso con l'espansione dell'attività e l'aumento dei costi di produzione. L'orientamento dell'offerta di credito delle banche non è mutato, nonostante i lievi incrementi nei tassi di interesse. È cresciuta la quota di imprese che ha ridotto le proprie disponibilità liquide, che si sono comunque mantenute elevate nel confronto storico. I principali indicatori della qualità del credito sono rimasti sostanzialmente stabili.

Le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate nel primo semestre dell'anno rispetto allo stesso periodo del 2021. Il numero degli occupati è aumentato, ma è rimasto inferiore al dato corrispondente del 2019; il ricorso alle diverse forme di integrazione salariale ha continuato a ridursi, tornando su livelli non discosti da quelli pre-pandemici. Il numero di persone in cerca di occupazione e il tasso di disoccupazione sono diminuiti. Il sondaggio della Banca d'Italia rileva previsioni di aumento delle ore lavorate nell'anno e nel primo trimestre del 2023.

I consumi delle famiglie lombarde dovrebbero continuare a crescere nel corso di quest'anno, seppure in maniera meno intensa rispetto al 2021, per il peggioramento del clima di fiducia e per il rialzo dei prezzi. I prestiti alle famiglie hanno accelerato nel primo semestre dell'anno. La dinamica ha interessato sia il credito al consumo, sia i mutui per l'acquisto di abitazioni, grazie all'incremento delle transazioni sul mercato immobiliare. L'onere medio dei nuovi mutui è lievemente cresciuto, trainato dalla componente dei mutui a tasso fisso.