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Nel 2018 l'UE ha stabilito nuovi ambiziosi obiettivi su riciclo, rifiuti di imballaggio e discariche. Lo scopo di queste nuove norme è promuovere il passaggio verso il modello più sostenibile dell'economia circolare. A marzo 2020 la Commissione europea ha lanciato un piano d'azione per l'economia circolare che intende eliminare

gli sprechi attraverso una migliore gestione delle risorse.

A febbraio 2021 il Parlamento europeo ha votato per il nuovo piano d’azione per l’economia circolare, chiedendo misure aggiuntive per raggiungere un’economia a zero emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista ambientale, libera dalle sostanze tossiche e completamente circolare entro il 2050. Sono anche incluse norme più severe sul riciclo eobiettivi vincolanti per il 2030 sull’uso e l’impronta ecologica dei materiali.

Gli europarlamentari hanno anche chiesto ai paesi UE di aumentare il riciclo di alta qualità, ponendo fine alle discariche e diminuendo l’incenerimento dei rifiuti.

Nell'ottobre 2022 il Parlamento ha approvato una revisione delle norme sugli inquinanti organici persistenti (POP) per ridurre la quantità di sostanze chimiche pericolose nei rifiuti e nei processi di produzione. Le nuove regole introdurranno limiti più severi, vieteranno alcune sostanze chimiche e manterranno gli inquinanti lontani dal riciclaggio.
Nel novembre 2022, la Commissione ha proposto nuove regole a livello europeo sugli imballaggi. Queste comprendono una proposta per migliorare il design degli imballaggi, dotarli di etichettatura chiara e incentivare il riutilizzo e il riciclo. La proposta include anche una transizione verso plastiche a base biologica, biodegradabili e compostabili.

A gennaio 2023, il Parlamento europeo ha espresso la propria posizione in merito alle norme sulla spedizione dei rifiuti, un'impostazione che mira a promuovere il riutilizzo e il riciclaggio e a ridurre l'inquinamento. Secondo tali norme, i rifiuti esportati dall'UE in altri paesi dovrebbero essere gestiti in modo ecologicamente corretto e l'applicazione dovrebbe essere rafforzata per consentire di contrastare le spedizioni illegali.

All'interno dell'UE, i deputati chiedono un migliore scambio di informazioni e trasparenza sulle spedizioni. Le esportazioni dell'UE di rifiuti pericolosi verso paesi non OCSE dovrebbero, in generale, essere vietate. Anche le esportazioni di rifiuti di plastica verso i paesi non OCSE dovrebbero essere vietate, mentre tali esportazioni verso i paesi OCSE entro 4 anni dovrebbero venir gradualmente eliminate.

Produzione di rifiuti in Europa.       Nel periodo 2005-2018 la quantità media totale dei rifiuti urbani pro capite nell’UE è diminuita. Tuttavia con variazioni di tendenza tra i paesi membri: in alcuni la quantità media totale dei rifiuti urbani pro capite è aumentata (Cechia, Danimarca, Germania, Grecia, Malta), mentre altri paesi hanno registrato delle diminuzioni (Bulgaria, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Ungheria).

In termini assoluti, la quantità media di rifiuti urbani per persona è maggiore in Danimarca, Germania, Malta e Cipro, e minore in Cechia, Romania, Polonia e Ungheria. I paesi più ricchi generalmente producono più rifiuti e il turismo contribuisce a innalzare la quota pro capite in paesi come Cipro e Malta.

Pratiche di gestione dei rifiuti nell'UE.     Evitare completamente la produzione di rifiuti sarebbe la scelta migliore per l’ambiente, ma prima o poi ogni oggetto che utilizziamo è destinato a diventare un rifiuto da smaltire.

Secondo la “gerarchia della gestione dei rifiuti” contenuta nelle regole dell’UE, le soluzioni da preferire sonoprevenzione e riutilizzo: dare al prodotto una seconda vita e un nuovo utilizzo prima di che diventi un rifiuto. A seguire, il riciclo (incluso il compostaggio) e altri metodi di recupero come la combustione dei rifiuti con gli inceneritori per generare energia (metodo tuttavia controverso in alcuni paesi). Il semplice smaltimento in discarica, il metodo più economico ma anche il peggiore per l’ambiente e la salute, deve essere l’ultima opzione da prendere in considerazione.

Secondo le recenti statistiche relative al 2017il 46% di tutti i rifiuti urbani nell'UE viene riciclato o compostato. Tuttavia, i metodi per la gestione dei rifiuti sono molto diversi a seconda degli stati membri e numerosi paesi utilizzano ancora le discariche per smaltire gran parte dei rifiuti urbani.

Lo smaltimento in discarica è quasi inesistente nei paesi del nord-ovest dell’UE (Belgio, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca, Germania, Austria, Finlandia), che gestiscono i rifiuti urbani soprattutto attraverso l’utilizzo di inceneritori e metodi di riciclo.

La Germania e l'Austria sono in cima alla classifica dei paesi che riciclano di più.

Nei paesi dell’est e sud Europa l’utilizzo delle discariche rappresenta ancora il metodo principale per la gestione dei rifiuti. Per Malta, Cipro e Grecia più dell’80% dei rifiuti finisce in discarica; per Bulgaria, Croazia, Slovacchia e Romania più del 60%; per Spagna e Portogallo circa il 50%).

Altri stati membri (Estonia, Lussemburgo, Francia, Irlanda, Slovenia, Italia, Lettonia, Lituania) smaltiscono circa un terzo dei rifiuti nelle discariche, ma usano anche gli inceneritori e riciclano più del 40% dei rifiuti domestici (escluse Estonia e Lettonia).

Tra il 2006 e il 2017 l’uso delle discariche è diminuito notevolmente in Estonia (60 punti percentuali), Finlandia (57), Lettonia (64), Lituania (65), Slovenia (69).

Tuttavia, parte dei rifiuti viene anche esportata. Nel 2020, le esportazioni di rifiuti dell'UE verso paesi terzi hanno raggiunto i 32,7 milioni di tonnellate. La maggior parte dei rifiuti esportati al di fuori dell'UE è costituita da rottami di metalli ferrosi e non ferrosi, nonché rifiuti di carta, plastica, tessili e vetro. Le esportazioni dell'UE di rottami di metalli ferrosi e rifiuti di vetro sono destinate principalmente ai Paesi membri dell'OCSE, mentre quelle di rottami non ferrosi, rifiuti di carta, rifiuti di plastica e rifiuti tessili sono destinate principalmente a paesi non membri dell'OCSE.