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Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica e gia’ a Capo del Servizio per la Stampa e la Comunicazione istituzionale del Ministero degli Affari Esteri con annesso incarico di portavoce del Ministro da luglio 2013, dall’ottobre 2014, Aldo Amati e Ambasciatore d'Italia in Repubblica Ceca. Dopo circa un anno di incarico, Tribuna Economica ha incontrato l’Ambasciatore Amati per comprendere meglio la natura del suo mandato e dei rapporti tra Italia e Repubblica Ceca (intervista pubblicata nell’edizione cartacea di Tribuna Economica il 29 giugno 2015): “Il mio mandato si sostiene su tre cardini: piu’ presenza dell’Italia produttiva nella Repubblica Ceca. Aprire dunque le porte dell’Ambasciata - coadiuvata dalla Camera di Commercio italo-ceca - alle migliaia di piccole e medie imprese italiane che hanno sofferto la crisi di questi anni e offrire loro un mercato decisamente attraente”. “Agganciare sempre di piu’ la Repubblica Ceca al progetto europeo con iniziative comuni a livello governativo e parlamentare per riportare l’Unione Europea al centro dell’interesse dei cittadini” e “Last but not least”, “fornire nuova linfa al già fecondo rapporto culturale con eventi di grande respiro e visibilità”.

 

Ambasciatore Amati, qual è oggi il ruolo della Repubblica Ceca in ambito europeo?

Il cambio di rotta degli ultimi anni grazie all’avvento di un Capo dello Stato e di un governo di ispirazione socialdemocratica ed europeista e gli avvenimenti legati alla crisi ucraina hanno inevitabilmente influito sul ruolo di Praga in ambito continentale. Da un lato si registra, infatti una piu convinta partecipazione del Paese nei processi decisionali europei, almeno per quanto riguarda i dossier di piu immediato interesse (allargamento, completamento del Mercato Unico, Unione energetica), dall’altro le complicazioni intervenute nei rapporti con Mosca hanno reso necessario una riconsiderazione, quanto meno parziale, di obiettivi e priorita, facendo crescere ad esempio l’attenzione verso gli aspetti di sicurezza ai confini orientali o verso le possibili conseguenze umanitarie della crisi ucraina. Ciononostante, l’atteggiamento tradizionalmente pragmatico della leadership ceca nei confronti della Russia - privo dei toni di conflittualità di altri Paesi dell’area -  a costituire un asset prezioso per valorizzare il ruolo d Praga in Europa e di cui e bene si tenga conto nelle principali cancellerie europee impegnate nella difficile opera di negoziazione con Mosca. Nella societa civile sono ancora timidi i sentimenti di affezione alla costruzione europea e con essa l’entrata nell’area Euro. E’ un processo lungo, legato al ricambio generazionale, ma che nei prossimi anni potra condurre la leadership ceca a rivestire un ruolo ancora maggiore in chiave europea, offrendo maggiore interesse e partecipazione verso forme piu’ avanzate di integrazione e condivisione di problematiche comuni.

 

Stringendo il campo, come si inserisce la presenza italiana all’interno dell’economia ceca?

Utilizzando una metafora calcistica parlerei di una presenza “a tutto campo” sia nei tradizionali settori dell’economia ceca (automotive, macchine utensili, chimico e manifatturiero in genere) che in quelli emergenti negli ultimi anni come ad esempio i servizi alle imprese, o quelli ad alto contenuto tecnologico. Abbiamo inoltre un’ presenza consolidata nel settore finanziario- assicurativo, per non menzionare il ruolo svolto dalle imprese italiane in campo immobiliare, edilizio e nella attivita commerciali legate all’enogastronomia ed all’accoglienza.

Una presenza importante, dunque, che nondimeno ha ancora buoni margini di crescita grazie alla predilezione ceca per i prodotti italiani e all’interesse per le nostre imprese ed investitori che va stimolato maggiormente. Del resto gli indicatori economici sembrano favorire tale scenario. Basti pensare alle previsioni di crescita dell’economia ceca per l’anno in corso, intorno al 2.5% del PIL, o al dato record dell’interscambio commerciale bilaterale nel 2014 (oltre 9,5 miliardi di euro di cui circa 4,7 di esportazioni italiane in Repubblica Ceca).

 

Quali sono peculiarità e problematiche connesse al sistema Paese?

Benché di dimensioni relativamente ridotte, l’economia ceca presenta un elevato grado di dinamicita, internazionalizzazione e proiezione all’esterno: larga parte del PIL deriva da esportazioni soprattutto verso l’UE (circa 80%). Questo dato e la forte interrelazione con i mercati limitrofi, Germania in primis che da sola costituisce quasi un terzo dell’interscambio commerciale estero del Paese, denotano una larga dipendenza dalle economie continentali che da tempo si sta qui cercando di attenuare attraverso la ricerca di nuovi sbocchi a Oriente per i propri prodotti. Di converso, si cercano di sfruttare al meglio le caratteristiche di questa economia per richiamare investitori e capitali stranieri. Anzitutto la posizione geografica che, pur inassenza di vie di accesso al mare, rende la Repubblica Ceca un formidabile “hub naturale” per la distribuzione di merci e la penetrazione commerciale nel resto dell’Europa centro-orientale.

La buona rete infrastrutturale esistente, unitamente a condizioni favorevoli all’avvio di nuove attivita imprenditoriali (solidita del sistema economico, facilita di accesso al credito e alta liquidita del sistema bancario, costi dell’energia e della manodopera inferiori alla media UE, programmi di incentivi per nuovi investimenti) rappresentano altrettanti fattori di richiamo.

Anche in questo quadro quasi idilliaco vi sono pero aspetti meno positivi di cui tenere conto come lobby consolidate che impediscono l’accesso di competitori stranieri in certi settori , una burocrazia a volte eccessiva o poco chiara per gli investitori esteri, e la decrescente disponibilità di manodopera specializzata sia come conseguenza di una piu elevata richiesta delle imprese che di poca lungimiranza nell’incentivare la frequenza di scuole professionali.

 

Quale direzione sta prendendo il sistema economico e produttivo ceco?

La tradizionale industria pesante rimasta per anni il fondamento del tessuto economico ceco sta lasciando sempre piu spazio allo sviluppo di settori legati all’innovazione tecnologica o servizi di supporto ad attivita economiche. Tra questi stanno acquisendo importanza significativa settori finora considerati piu di nicchia e basati su importanti investimenti in ricerca e sviluppo (ICT, nano e bio-tecnologie, green economy, meccanica di precisione, aerospaziale ecc.) ed anche quella vasta gamma di servizi alle imprese ( “custode care and service”, “back office”, gestione documentale).

Un altro importante trend di sviluppo riguarda il settore logistico e della distribuzione che, grazie alla posizione strategica del Paese e alla buona rete infrastrutturale, continua ad attirare l’attenzione di grandi gruppi

stranieri (Amazon per citarne uno). La centralita geografica, unitamente ai buoni livelli di istruzione, digitalizzazione della pubblica amministrazione ed informatizzazione, e anche un fattore decisivo per comprendere la decisione di numerose multinazionali di stabilire a Praga la propria sede di riferimento per i Paesi dell’area.

 

Come, Expo, può essere una vetrina per l’Italia?

L’Esposizione Universale di Milano e una occasione di primaria rilevanza per promuovere il “Sistema Italia” sotto molteplici aspetti. Lo e anzitutto per presentare il contributo del nostro Paese ad una delle maggiori sfide che ci attendono: assicurare un alimentazione sana e sufficiente alla popolazione mondiale attraverso processi produttivi ecosostenibili.

Ed in questo l’Italia, con la sua grande tradizione culinaria e le riconosciute doti di creativita ed innovazione nel settore agroalimentare, ha molto da mostrare. Expo significa anche far conoscere ed apprezzare da milioni di visitatori non solo il territorio lombardo che ospita la manifestazione, ma anche citta e luoghi simbolo di tutta la penisola.

Si tratta di un appuntamento di promozione turistica, culturale ed enogastronomica senza precedenti in grado di fare da volano per la ripresa di tutta l’economia nazionale. Sara infine un’occasione unica per favorire, proprio nel nostro Paese, l’incontro di idee ed ambizioni provenienti da tutto il mondo da cui sviluppare progetti imprenditoriali per favorire il raggiungimento dell’obiettivo comune di sconfiggere la malnutrizione, oltre che creare nuove opportunita di business anche per le nostre aziende.

 

 

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