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Secondo i dati statistici pubblicati dall’Ente Nazionale di Statistica Tedesco Destatis la Germania conta complessivamente 80,8 milioni di abitanti, dei quali 64,8 milioni vivono nelle regioni della ex Germania dell’Ovest e i restanti 12,5 milioni nei Länder della ex Repubblica Democratica Tedesca (RDT). Secondo l’Ice, riportando i dati Destatis, nel 2014 il salario orario lordo nelle regioni occidentali della Germania ammontava a 20,77 euro mentre la retribuzione oraria nei Länder della ex Germania orientale ammontava a 15,64 euro.

Nello stesso anno, gli importi mensili delle pensioni corrisposte agli abitanti delle regioni dell’ex Germania occidentale ammontavano mediamente a 1.020,00 euro per i pensionati di sesso maschile e 566 euro per i pensionati di sesso femminile mentre nelle regioni della ex Germania dell’Est i pensionati di sesso maschile hanno ricevuto mediamente 1.111,00 euro mensili e i pensionati di sesso femminile 824 euro al mese.

Nel 2014 nelle regioni della ex RDT le lavoratrici guadagnavano il 9% in meno dei colleghi di sesso maschile, mentre nelle regioni della ex Germania occidentale la discrepanza tra gli stipendi dei colleghi di sesso maschile e femminile saliva al 23%. Infine, sempre nello stesso anno, il prodotto interno lordo delle regioni dell’ex Germania dell’Ovest ammontava a 2.467,547 miliardi di euro mentre nella ex RDT il prodotto interno lordo ha raggiunto nel periodo in questione i 436,243 miliardi di euro.

Pietro Benassi, Ambasciatore d’Italia in Germania, intervistato da Tribuna Economica spiega ai lettori quali sono diversita’ e similitudini dei due Paesi anche in chiave europea, contributo italiano all’economia tedesca, sistema fieristico e il problema dell’italian sounding in Germania (intervista pubblicata nell’edizione cartacea il 9/05/2016).

 

Ambasciatore Benassi, quali sono le differenze di visione di Europa tra i due Paesi? Come e dove trovare il punto di equilibrio?

Italia e Germania sono Paesi fondatori dell’Unione Europea. Da oltre sessant’anni condividono un progetto comune che necessita di essere continuamente aggiornato a fronte delle contingenze della storia. In questa fase, ad esempio, registriamo due approcci diversi sugli strumenti con cui promuovere l’obiettivo, condiviso, della crescita economica in Europa. Nella vita degli Stati, come in quella delle persone, possono esservi divergenze di opinione e frustrazioni passeggere, ma se vi è la condivisione di un progetto di lungo respiro, le relazioni si evolvono e si sviluppano con successo. Credo che questo sia il caso di Italia e Germania, Paesi accomunati dalla consapevolezza di non poter fare a meno della solidarieta’ europea per gestire, con speranza di successo, le numerose sfide che oggi pesano sul futuro dell’Europa, a cominciare dalla crisi migratoria.

Ma soprattutto, in una visione piu’ ampia, Italia e Germania sanno che solo un’Europa unita sara’ in grado di competere alla pari con i grandi attori globali e di preservare interessi e valori a beneficio dei propri cittadini.

 

La collaborazione economica italo-tedesca che cosa rappresenta per l’Europa?

Nonostante le distanze mantenute su alcuni temi relativi alla governance economica europea, Italia e Germania sono consapevoli degli interessi comuni e degli ideali condivisi all’interno della casa comunitaria. La sintonia mantenuta dalle due comunità imprenditoriali anche nel corso dei momenti più difficili della recente crisi economica-finanziaria dimostra che il processo di integrazione europea non è un mero esercizio intellettuale, bensì una necessità concreta per affrontare con successo le sfide della globalizzazione.

 

Qual è il contributo italiano all’economia tedesca e viceversa?

I contributi reciproci sono talmente intensi da poter essere definiti di mutua dipendenza. La Germania è di gran lunga il più importante partner commerciale dell’Italia e, al contempo, il nostro Paese è uno dei principali e più solidi mercati di sbocco delle merci “made in Germany”. L’interscambio che registriamo ogni anno con Berlino ammonta tradizionalmente quasi alla somma di quelli con Francia e Regno Unito insieme, circa 107 miliardi di Euro nel 2015. Inoltre, i due sistemi produttivi, anche grazie ad importanti elementi comuni come la centralità della manifattura e la vocazione all’export, mostrano un eccezionale livello di integrazione, con alleanze e collaborazioni di rilievo in campo sia industriale, sia finanziario. Esistono inoltre rapporti di subfornitura molto consolidati ed importanti livelli di investimenti diretti reciproci.

Sul fronte del turismo, vale la pena di ricordare che i tedeschi continuano ad essere il gruppo nazionale più numeroso a visitare il nostro Paese, con circa 10,5 milioni di turisti ogni anno.

 

Il sistema fieristico della Germania e’ notoriamente fra i piu’ avanzati al mondo: come possono beneficiarne le imprese italiane?

Ogni anno la Germania ospita oltre 170 appuntamenti fieristici sul proprio territorio, mobilitando complessivamente quasi 10 milioni di visitatori e circa 180.000 espositori provenienti da ogni parte del mondo. E’ evidente che un sistema del genere offre alle nostre aziende occasioni importanti non soltanto per penetrare il mercato tedesco, ma più in generale per accedere a quelli globali. Fortunatamente gli italiani sono ben consapevoli di tale opportunita’ ed infatti spesso costituiscono la componente nazionale più numerosa ad appuntamenti fieristici tedeschi nei settori più disparati, come ad esempio la borsa internazionale del turismo “ITB”, la manifestazione orto- frutticola “Fruitlogistica”, la “ProWein” di Düsseldorf, la fiera dei macchinari da costruzione “BAUMA”.

 

L’Italian sounding e’ un problema sul mercato tedesco?

Purtroppo sì. In un mercato ampio e variegato come quello tedesco - dove il Made in Italy agroalimentare è giustamente considerato una garanzia di gusto, qualita’ e genuinita’ – accade di incorrere in marchi che di italiano  hanno giusto la sonorita’, peraltro spesso sgrammaticata. Si tratta di una pratica sleale che danneggia pesantemente le nostre produzioni e che richiede forme di contrasto anche innovative. Lo scorso anno è stata costituita “Italian Sounding e.V”, un’associazione di diritto tedesca costituita dalla Camera di Commercio Italiana per la Germania di Francoforte; dalla Camera di Commercio Italo-Tedesca di Monaco- Stoccarda; da Confagricoltura e da altri importanti soci fondatori tra i quali Unioncamere.

L’Associazione - che ha visto anche la recente adesione di Fiera Milano - ha gia’ registrato alcuni importanti risultati concreti, come i provvedimenti di inibitoria disposti dal Tribunale di Colonia nei confronti di alcuni prodotti esposti alla Fiera Anuga che, pur non essendo italiani, utilizzavano diciture e bandiera del nostro Paese. Speriamo che l’attivita’ di questa Associazione, abbinata alla crescente capacita’ dei consumatori locali di riconoscere l’originalita’ delle produzioni, conduca alla scomparsa di questo odioso fenomeno.

 

Tribuna Economica

(© Riproduzione riservata)

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