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Italia e Australia godono di ottimi rapporti, basati su legami interpersonali duraturi. Quasi un milione di australiani è di origine italiana e oltre 180.000 australiani sono nati in Italia. In ogni ambito della vita in Australia le persone di origine italiana hanno dato un contributo prezioso e duraturo. Molti di questi australiani hanno la doppia cittadinanza e hanno il diritto di voto nelle elezioni politiche italiane. Possono inoltre votare nei referendum italiani e molti di loro voteranno senza dubbio al referendum costituzionale di dicembre. Gregory Alan French, Ambasciatore

d’Australia in Italia, traccia per Tribuna Economica la situazione economica del Paese, i rapporti con l’Italia e le opportunità di investimento. (Intervista pubblicata nell’edizione cartacea di Tribuna Economica del 14 novembre 2016)

 

Ambasciatore French, l’Australia, nel 2015, ha registrato 25 anni di espansione economica, un risultato storico secondo solo a quello dell’Olanda con 26. Questo è il risultato di che cosa?

Esatto. L’Australia ha registrato una crescita forte e costante di circa il 3.3% annuale per un quarto di secolo. La nostra economia è classificata AAA dalle principali agenzie di rating e le previsioni indicano per il futuro un proseguimento della crescita.

Sebbene abbia una popolazione di soli 24 milioni, l’Australia rappresenta la 13ª maggiore eco- mondiale ed è posizionata al secondo posto nella classifica mondiale dell’indice di sviluppo umano del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite. Vale la pena notare come il successo economico dell’Australia sia continuato anche in periodi di tumulto economico e finanziario internazionale, come la recente crisi finanziaria globale, durante la quale quasi tutte le maggiori economie hanno attraversato recessioni.

Io credo che il nostro successo economico sia legato a chi siamo come popolo. L’Australia è un paese vibrante e dinamico, fatto di persone provenienti da tutte le parti del mondo, che trae la sua forza dalla sua diversità. Essendo un paese che ha accolto grandi numeri di migranti per molti anni, beneficia del regolare influsso di persone nuove con nuove idee. Ciò è fonte di creatività e innovazione, elementi dai quali deriva il progresso.

Penso che la maggior parte dei commentatori sarebbero inoltre d’accordo nell’affermare che un fattore chiave che ha permesso all’Australia di proseguire su questa strada è costituito dalle coraggiose riforme introdotte dai vari governi negli ultimi decenni.

Alcuni dei punti salienti includono le fluttuazioni del dollaro australiano e la riforma della regolamentazione finanziaria, di

pari passo con le importanti riforme fiscali ed il taglio delle tariffe commerciali. Anche il sistema di ‘superannuation’ australiano (sistema pensionistico), che è una fonte immensa di fondi di investimento, rappresenta un elemento significativo. Un fattore che ha giocato un ruolo altrettanto importante è stato il basarsi su un settore dell’istruzione molto solido, ad ogni livello, per creare una forza lavoro altamente qualificata.

Bisogna inoltre riconoscere il ruolo chiave che ha avuto lo sviluppo della regione indopacifica. L’Australia è diventata una parte significativa ed integrata dell’economia indopacifica, come testimoniano la forte crescita nel commercio di beni e servizi, sostenuta dai numerosi accordi di libero scambio attivi nella zona, nonché la crescente quantità di investimenti in entrambe le direzioni.

 

A livello bilaterale ed economico, come vengono vissuti i rapporti tra Australia ed Europa?

Australia e Europa godono di una relazione molto solida, rafforzata da un patrimonio comune, iniziato con l'arrivo dei britannici in Australia e consolidatosi all'arrivo di migranti provenienti dall’Italia e da tutte le altre parti d'Europa. L'Australia è molto più ricca socialmente, culturalmente ed economicamente grazie al loro arrivo. Il nostro rapporto con l'Europa è inoltre costruito su valori comuni, tra cui l’impegno profondo e costante per la libertà, i diritti umani e la dignità di ciascun individuo, e da equità e rispetto dello Stato di diritto, che devono applicarsi equamente a tutti. Questi valori si riflettono anche nei rapporti commerciali e degli investimenti. Gli australiani si sentono fiduciosi ad investire e fare affari in Europa e lo stesso vale per gli europei in Australia.

Alcuni hanno cercato di dipingere l'Australia come un paese che si è allontanato dalla "vecchia" Europa a favore del boom indopacifico. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. L'Europa è e rimarrà per noi un partner commerciale fondamentale, destinato a svilupparsi ulteriormente. Le aziende australiane hanno inoltre investito miliardi in Europa, mentre l'Australia ospita le sedi asiatiche di molte delle maggiori aziende europee.

La verità è che l'ascesa economica dell'Asia presenta nuove opportunità per i legami tra Australia e Europa, si tratta di un gioco a somma positiva. In questo contesto, l'Australia è impegnata nella negoziazione di un accordo di libero scambio con l'Unione Europea, sul quale ci auguriamo che si possa iniziare a lavorare molto presto. E’ un’indicazione molto chiara dell'importanza che attribuiamo al rafforzamento e all’approfondimento dei nostri legami con l'Europa

 

In tutto questo, come si collocano i rapporti tra Italia e Australia?

Quasi un milione di australiani è di origine italiana e oltre 180.000 australiani sono nati in Italia. In ogni ambito della vita in Australia le persone di origine italiana hanno dato un contributo prezioso e duraturo. I nostri due

paesi a livello geopolitico lavorano a stretto contatto, interagendo anche in sedi come il G20 e nelle operazioni di pace di tutto il mondo. Siamo entrambi impegnati per il rafforzamento del sistema internazionale delle regole. Per quanto riguarda i rapporti economici, le nostre relazioni commerciali sono solide. Consumatori e imprese australiane beneficiano degli ottimi prodotti italiani, utilizzandoli anche nelle esportazioni, così come i lanifici italiani di livello mondiale beneficiano dell’importazione della lana australiana, tra la migliore al mondo, e come altri importatori italiani acquistano i nostri sistemi di telecomunicazione e di analisi, questo per citarne solo una parte. C'è inoltre un forte potenziale di crescita degli investimenti nei due sensi. Come ho accennato prima, i fondi pensione australiani hanno generato enormi quantità di capitali da investire, che finora non hanno trovato la loro strada verso l'Italia, ma sono fiducioso che ciò possa cambiare presto.

Alcuni dei nostri maggiori investitori ad esempio, hanno deciso di investire in Italia. Westfield ha un progetto del valore di Euro 1.4 miliardi, destinati alla costruzione del più grande centro commerciale d'Europa a Segrate, vicino Milano, che creerà 44mila posti di lavoro: 27mila durante la fase della costruzione e 17mila a regime.

Westfield avrebbe potuto investire in molti paesi, ma ha scelto l'Italia come primo investimento nell’Europa continentale, dopo aver fatto una propria analisi e aver riscontrato un potenziale di investimento. Allo stesso modo Macquarie ha operato tre grandi investimenti nelle infrastrutture energetiche italiane nel corso degli ultimi due anni e sono sicuro che ne seguiranno altri.

 

Quali sono le iniziative messe in campo dall’Ambasciata o dalle istituzioni per favorire investimenti, turismo e reciproco scambio culturale?

Credo che una parte importante del mio lavoro, per quanto riguarda il commercio e gli investimenti, sia costituita dall’incoraggiare le imprese italiane a prendere seriamente in considerazione l'Australia e allo stesso tempo incoraggiare le aziende australiane ad esaminare seriamente l'Italia.

Aumentando la consapevolezza rispetto alle opportunità e portando in contatto le aziende e le persone, l'Ambasciata, insieme all’Australian Trade and Investment Commission (Austrade), può contribuire a far nascere il business. Proprio per questo abbiamo recentemente organizzato un evento in cui tre grandi investitori australiani in Italia, Macquarie, Westfield e Ansett Aviation Training, hanno esposto le loro idee e impressioni sugli investimenti in Italia. Abbiamo avuto il privilegio di avere con noi il Sottosegretario Scalfarotto, del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il Sottosegretario ha ascoltato le esperienze degli investitori presenti e ha delineato il ruolo chiave che il suo ministero e il Governo italiano svolgono nel facilitare tali investimenti. Ha inoltre incontrato altri importanti investitori australiani in Italia. Eventi come questo sono solo alcuni dei modi in cui possiamo contribuire a sviluppare la nostra relazione.

 

Tribuna Economica

 

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